Comunicati stampa

EsperanTago a Bari: nuova Presidenza del gruppo pugliese

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Pubblichiamo quanto riportato sul numero 866 di Nova Sento In Rete (aperiodico della gioventù esperantista italiana):

In seguito all’Esperantago tenutosi oggi a Bari con il titolo “Un sorso di lingua internazionale”, durante il quale si è tenuta piccola assemblea dei soci, Edoardo Nannotti, della provincia di Lecce, è il nuovo Presidente di “Esperantista Defio”, Gruppo Esperantista di Puglia, l’unico ad essere costituito solo da giovani. Succede a Walter Bruno (da settembre prossimo studente a Trento ed estrarano IEJ). Tra pochi giorni sarà reso pubblico il nuovo consiglio direttivo e gli obiettivi della nuova direzione.

Dal grupestro uscente, buon lavoro e massima collaborazione per diffondere l’esperanto tra i giovani.

“Esperantista Defìo” – Gruppo Esperantista di Puglia | Apula Esperanto-Grupo

 

Buona la prima!

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I EsperanTago Barletta 2013: il giorno dopo

Il nostro convegno è modesto; il mondo esterno non sa molto di esso […] non si sono radunati né re, né ministri […] ma per l’aria di questa sala volano dei suoni misteriosi […] avvertibili da ogni animo sensibile: sono i suoni di qualcosa di grande che ora sta nascendo. […] Per l’aria volano misteriosi fantasmi […] sono le immagini di un tempo futuro, di un tempo del tutto nuovo.

Incredibile come queste parole di ormai 108 anni siano così attuali oggi. Queste sono le uniche frasi che mi ritornano in mente pensando al nostro EsperanTago di Barletta del 24/07/2013. Il nostro obiettivo era far incontrare nella “città della disfida” giovani esperantisti e giovani “novizi” per poter festeggiare e parlare dell’internacia lingvo in un clima il più allegro possibile, e credo che ci siamo riusciti, anzi, probabilmente non avremmo potuto far meglio nel nostro primo evento di una certa rilevanza, a 365 giorni esatti dalla creazione del grupo.

Prima degli altri pensieri vengono i ringraziamenti: grazie alla libreria La Penna Blu di Barletta che ci ha ospitati in un ambiente molto accogliente, grazie ai partecipanti, esperantisti, ma soprattutto novuloj, nella speranza di potervi presto accogliere a braccia aperte in Esperantujo, infine grazie a Michele Guerriero, presidente IEJ, per averci fatto da “padrino” un anno fa, come oggi.

Molte sono le soddisfazioni personali nel vedere realizzato un piccolo progetto che parte da un gruppo di persone che, come è apparso a chi c’era, ci credono fermamente. Molti anche i segnali che Esperantista Defio vuole mandare dopo il successo di questo appuntamento: il gruppo più giovane d’Italia c’è, e in un periodo in cui molti dei gruppi celebrano il centenario dalla propria nascita, qui si è appena festeggiato il primo compleanno, prima di tutto con la promessa di crescere, e poi con l’obiettivo di portare l’esperanto tra i giovani, anche giovanissimi (perché è qui la più grande miniera di fantasia e speranza che esista al mondo) attraverso tutta questa bella Puglia, ed ecco un altro segnale: il Mezzogiorno è una terra fertile di idee ma soprattutto che ha tanta voglia di crescere, e oltre a noi, Mazara del Vallo ne è la conferma.
Questa parte d’Italia che sta sempre più puntando a un richiamo sempre più internazionale può avere nell’esperanto un grande vettore verso i propri obiettivi, così come l’esperanto può e deve cogliere l’occasione di “accompagnare” questo sviluppo, per poter godere un giorno, forse non così lontano, di quei “fantasmi” di cui Zamenhof parlava a Boulogne sur Mer, 108 anni fa.

Feliĉan 26-an de julio al ĉiuj!

Walter Bruno, grupestro

“Esperanto ponte tra le culture, facilita la comunicazione internazionale tra paesi”

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Intervista a Walter Bruno, presidente del Gruppo Esperantista Pugliese presso un noto giornale locale in rete di Barletta, in occasione dell’EsperanTago del 24 luglio 2013.

In occasione dell’Esperantango, ovvero la Festa dell’Esperanto, mercoledì scorso presso la libreria Penna Blu il gruppo esperantista di Barletta ha organizzato un incontro per parlare della storia di questa lingua, dei suoi possibili usi e delle opportunità che offrirebbe se fosse adottata come lingua internazionale, tra cui un risparmio per l’UE di 25 miliardi di euro, l’equivalente di una manovra finanziaria italiana. [continua a leggere sul sito del giornale]

Campagna di sensibilizzazione Justa Komunikado – Per una comunicazione equa

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Un mondo migliore per tutti è possibile e alla base di esso ci deve essere l’equità. Non solo nella distribuzione delle risorse, nell’accesso ai diritti ed all’istruzione ma anche sul piano linguistico. E’ questo il messaggio della campagna “justa komunikado” (per una comunicazione equa),lanciata quest’anno dall’Associazione Universale d’Esperanto (Universala Esperanto-Asocio – UEA) e dalla Federazione Esperantista Italiana (FEI – www.esperanto.it). Obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della discriminazione e intolleranza, della difesa delle diversità linguistica e l’Esperanto come lingua internazionale ausiliaria.

La campagna è collegata al 98° Congresso Universale d’Esperanto, che avrà luogo dal 20 al 27 luglio 2013 a Reykjavík. (Islanda) e raggiungerà il suo culmine simbolicamente il 26 luglio dello stesso anno, Giornata internazionale dell’esperanto. L’UEA e la FEI sono da sempre attive nella difesa dei diritti linguistici e, in particolare, la prima è organo consultivo dell’UNESCO e gode anche di ufficiali relazioni con l’Organizzazione delle Nazioni Unite ed il Consiglio d’Europa.

L’esperanto, lanciato appunto il 26 luglio 1887, si propone come strumento di comunicazione interetnica su un piano egalitario di discussione e comprensione reciproca, “un fondamento neutrale sul quale i diversi gruppi umani possano pacificamente e fraternamente mettersi in comunicazione”.

IJF Ostuni 2013: prima fantastica esperienza

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L’esperienza è una di quelle da incorniciare, una di quelle cose che ci si porta dietro per tutta la vita. Non solo perché straordinaria, ma soprattutto perché è la prima. Non siamo riusciti a partecipare al Festival Giovanile Internazionale dall’inizio alla fine, ma dopo soli due giorni ce ne sono di ricordi da portarsi dietro. Prima delle cose da ricordare sarà il “festivalejo”, il luogo che ci ha ospitati, vale a dire la Villa della Speranza (mai nome è stato più azzeccato per accogliere un evento esperantista!). Ottima struttura immersa nella verde campagna di Ostuni, a metà tra l’azzurro del mare e il bianco della città. Seconda cosa, molto più importante: la gente! Gli incontri esperantisti sono sempre un’ottima occasione per conoscere gente proveniente da tutto il mondo, e per conoscere soprattutto altre culture, altri modi di vivere. Passeranno alla storia del nostro gruppo quest’evento “ospitato” nella nostra terra come passeranno alla storia tutti i membri dell’estraro IEJ, consiglio direttivo, a cui facciamo i più grandi auguri per un altro anno di lavoro, in particolare a Michele Guerriero, pugliese come noi, neo-presidente della Gioventù Esperantista Italiana. Così come passeranno alla storia tanti amici, Giorgio, Lukas, Daniel, Zuzana, Meva, Sylwia, Timo, Marco, Michael, il grande artista JoMo! Interessanti anche i tanti dibattiti sulla poesia, sulla giustizia linguistica e i vari corsi di Esperanto che si sono tenuti in quei giorni. Geniale e simpatica l’idea delle steloj, che possiamo definire la “moneta corrente in Esperantujo”. Indimenticabili anche le gite…una guidata dal nostro gruppo locale, a Barletta, un’altra ad Alberobello, e l’ultima, che potremmo definire un infinito ed estenuante “pellegrinaggio” a Ostuni 🙂 dove siamo arrivati dopo 90 minuti di passeggiata! (Vi garantisco che ne è valsa la pena). Un consiglio che ci sentiamo di dare, è di sfruttare al massimo occasioni come questa, accessibili a un costo bassissimo, divertentissime e formative da ogni punto di vista. Per i nostri nonni le occasioni di conoscere persone di altre culture era emigrare, o peggio, andare in guerra…a noi tutto ciò è servito su un piatto…un piatto verde stellato! Che altro dire? Unitevi a noi ed entrate in Esperantujo! 🙂

Walter Bruno, grupestro

IJF Ostuni 2013 a Barletta: prime impressioni

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Ieri è stata una giornata particolare per Barletta: per la prima volta, infatti, ha ospitato un evento “verde”. I partecipanti del Festival Giovanile Internazionale che è in corso ad Ostuni, ieri sono stati in escursione a Barletta, dove il nostro gruppo ha mostrato loro le principali attrazioni turistiche della città, dal Castello al Colosso “Eraclio”, dalla Cattedrale a piazza Caduti in Guerra. Quello che io grupestro ho visto, è stata tanta fantastica gente con cui socializzare, di tutte le età e rendono Esperantujo un mondo che vale la pena di vivere, quel mondo che Zamenhof predicava un secolo e mezzo fa. La nostra sfida, la nostra Disfida, o meglio, “Defio” è allargare questo mondo a più gente possibile. Cominciamo da noi stessi e finiremo ai nostri nemici. Buone vacanze e buona Pasqua a tutti!

Walter Bruno, grupestro

La Federazione Esperantista Italiana interviene sulle ultime dichiarazioni del difensore civico europeo a proposito di multilinguismo

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La Federazione Esperantista Italiana fa proprie le preoccupazioni espresse dall’Ombudsman (difensore civico) europeo, Nikiforos Diamandouros sul multilinguismo in Europa e nelle istituzioni europee. Questi ha definito, ”ristrettiva”, ”arbitraria”, ”contraria ai principi di apertura, buona amministrazione e non-discriminazione” la politica della Commissione, perchè ”i cittadini europei non possono effettivamente esercitare il loro diritto di partecipare al processo decisionale quando i documenti delle consultazioni pubbliche non sono disponibili in tutte le lingue ufficiali dell’Unione”.

Nikiforos Diamandouros aveva invitato l’esecutivo a rispettare l’uso di tutte le 23 lingue ufficiali, dichiarando, inoltre, di condividere pienamente la risoluzione, approvata nel giugno scorso, con cui anche il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione rivedere le sue politiche sul multilinguismo.

La questione linguistica è tutt’altro che secondaria nell’Unione europea. Nel 2011 la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha sentenziato che «è discriminatorio» pubblicare solo in tedesco, inglese e francese un bando di assunzione nelle istituzioni europee. Italia e Spagna, recentemente, rifiutano di aderire al sistema di brevetto europeo fondato sul trilinguismo (inglese, francese, tedesco), un progetto sul quale pende ora il ricorso del nostro Paese presso la Corte di Giustizia europea. Il Commissario per il mercato interno e i servizi dell’Unione europea, Michel Barnier, ha pubblicato su La Stampa editoriale sostenendo che “La decisione risponde unicamente a criteri di ordine economico e amministrativo” e che “la protezione unitaria dei brevetti non introduce alcuna discriminazione”.
La Federazione Esperantista Italiana risponde che il trilinguismo non corrisponde affatto a un criterio economico o amministrativo, ma esclusivamente agli interessi dei paesi dove si parlano quelle lingue. Le imprese italiane, come quelle di altri Paesi, saranno messe con tali scelte in condizione di svantaggio rispetto alla concorrenza. L’italiano e lo spagnolo sono tra le lingue di lavoro dell’ufficio europeo dei Marchi e Disegni Industriali di Alicante e questo non ha causato alcun problemi da natura economica o amministrativa. La “ragionevolezza” del brevetto trilingue non è altro che un bluff.
François Grin, professore dell’università di Ginevra, in un rapporto richiesto dal francese Alto Consiglio per la Valutazione Scolastica, ha dimostrato che “25 miliardi di euro (…) sarebbero risparmiati ogni anno se in Europa gli stati coordinassero le loro politiche d’insegnamento delle lingue nel pieno rispetto del plurilinguismo e completandole con una lingua non etnica e imparziale come l’esperanto”. Anche il premio Nobel per l’Economia 1994 Professor Reinhard Selten condivide questo orientamento e spiega che l’insegnamento dell’esperanto nelle scuole e l’adozione nell’ambito dell’Unione Europea sono entrambe possibili. Il progetto, spiega, potrebbe partire da un accordo stipulato da alcuni Paesi, accrescendosi attraverso l’adesione di nuovi Stati e a poco a poco l’esperanto potrebbe diventare un comune mezzo di intercomprensione. “L’idea di una convenzione tra gli Stati di questo tipo – conclude Selten – non è né mia né nuova ma ha una grande tradizione: possiamo!
costatare che in Europa molti progetti si sono ingranditi a partire da realtà molto piccole e l’Europa stessa adesso non è altro che una rete di accordi, come ad esempio quello del libero scambio di persone e di merci. Come sottolineato da importanti scienziati del settore come István Szerdahelyi ed Helmar Frank, non è affatto irrazionale imparare l’esperanto come prima lingua straniera.”

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