I EsperanTago Barletta 2013: il giorno dopo

Il nostro convegno è modesto; il mondo esterno non sa molto di esso […] non si sono radunati né re, né ministri […] ma per l’aria di questa sala volano dei suoni misteriosi […] avvertibili da ogni animo sensibile: sono i suoni di qualcosa di grande che ora sta nascendo. […] Per l’aria volano misteriosi fantasmi […] sono le immagini di un tempo futuro, di un tempo del tutto nuovo.

Incredibile come queste parole di ormai 108 anni siano così attuali oggi. Queste sono le uniche frasi che mi ritornano in mente pensando al nostro EsperanTago di Barletta del 24/07/2013. Il nostro obiettivo era far incontrare nella “città della disfida” giovani esperantisti e giovani “novizi” per poter festeggiare e parlare dell’internacia lingvo in un clima il più allegro possibile, e credo che ci siamo riusciti, anzi, probabilmente non avremmo potuto far meglio nel nostro primo evento di una certa rilevanza, a 365 giorni esatti dalla creazione del grupo.

Prima degli altri pensieri vengono i ringraziamenti: grazie alla libreria La Penna Blu di Barletta che ci ha ospitati in un ambiente molto accogliente, grazie ai partecipanti, esperantisti, ma soprattutto novuloj, nella speranza di potervi presto accogliere a braccia aperte in Esperantujo, infine grazie a Michele Guerriero, presidente IEJ, per averci fatto da “padrino” un anno fa, come oggi.

Molte sono le soddisfazioni personali nel vedere realizzato un piccolo progetto che parte da un gruppo di persone che, come è apparso a chi c’era, ci credono fermamente. Molti anche i segnali che Esperantista Defio vuole mandare dopo il successo di questo appuntamento: il gruppo più giovane d’Italia c’è, e in un periodo in cui molti dei gruppi celebrano il centenario dalla propria nascita, qui si è appena festeggiato il primo compleanno, prima di tutto con la promessa di crescere, e poi con l’obiettivo di portare l’esperanto tra i giovani, anche giovanissimi (perché è qui la più grande miniera di fantasia e speranza che esista al mondo) attraverso tutta questa bella Puglia, ed ecco un altro segnale: il Mezzogiorno è una terra fertile di idee ma soprattutto che ha tanta voglia di crescere, e oltre a noi, Mazara del Vallo ne è la conferma.
Questa parte d’Italia che sta sempre più puntando a un richiamo sempre più internazionale può avere nell’esperanto un grande vettore verso i propri obiettivi, così come l’esperanto può e deve cogliere l’occasione di “accompagnare” questo sviluppo, per poter godere un giorno, forse non così lontano, di quei “fantasmi” di cui Zamenhof parlava a Boulogne sur Mer, 108 anni fa.

Feliĉan 26-an de julio al ĉiuj!

Walter Bruno, grupestro